CINEMA E CHIESA

La Cei attacca «Caos calmo»: sesso hard

Offensiva dei vescovi contro la scena interpretata da Nanni Moretti e Isabella Ferrari

    di Monica Viviani «Sesso troppo spinto». Così i vescovi italiani scendono in campo contro la già famosa scena erotica di «Caos calmo», invocano la protezione per gli spettatori più giovani e si appellano persino agli attori Nanni Moretti e Isabella Ferrari perchè facciano «obiezione di coscienza» e non si prestino più in futuro a «girare scene erotiche volgari e distruttive».
    Un attacco che «si commenta da solo» secondo il produttore della pellicola Domenico Procacci. Passata incolume al vaglio della Commissione di censura, la scena di sesso tra Moretti e Ferrari nel film di Antonello Grimaldi, non supera quindi la prova del Vaticano. Nei giorni scorsi già «Famiglia Cristiana» aveva puntato il dito contro l’«attesa morbosa» per «quella scena» destinata «a relegare “Ultimo tango a Parigi” nella cineteca dei film per educande». Ora è la volta della Cei. A farsi portavoce del turbamento dei vescovi è il responsabile Conferenza episcopale italiana per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi, in una lettera ai ragazzi che andranno alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney.
    «Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari - scrive don Anselmi - mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio». Il sacerdote, insomma, si dice deluso per «la scena erotica pesante» alla quale, lamenta, il Tg1 ha dedicato «molti minuti» lasciando solo «pochi secondi alla guerra civile in Kenia». «I due attori fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia: capisco - prosegue - che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch’io sono rimasto stupito e disturbato. Sono convinto che gli attori abbiano una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti». Ecco dunque che «sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive». Di qui l’appello: «Caro Nanni e cara Isabella contiamo sulla vostra passione educativa».
    Una lettera che «si commenta da sola»: è stata la risposta del produttore di «Caos Calmo» Domenico Procacci. «Non mi risulta - ha spiegato - che don Anselmi sia un esperto di cinema e non credo cha abbia visto il film. Esiste invece una commissione di esperti che ha giudicato quella scena non volgare e che ha deciso di non vietare il film. Per evitare le polemiche avevamo apposto al film una sorta di auto-divieto in cui sconsigliavamo la visione ai minori di 12 anni se non accompagnati. Non è servito. Chi ha visto il film sa che nell’economia della storia quella non è affatto una scena d’amore e quindi non avrebbe avuto senso girarla come don Anselmi suggerisce. Mi chiedo se è giusto che in questo caso la Cei e in altri casi il Vaticano entri nel merito di tutto quello che accade nel nostro Paese ivi compreso come girare una scena di un film».
    E mentre il Tg1 replica alle critiche precisando di non aver trasmesso «neanche un fotogramma di tale scena», dal mondo politico si leva la voce di Verdi e Comunisti italiani che parlano di «oscurantismo di vecchio stampo».
    13 febbraio 2008

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